
ISSN 3035-2827 [Online]

ABSTRACT
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Il numero 05 di 4A Journal sarà dedicato al rapporto tra il progetto architettonico e lo spazio della mise-en-scène, inteso sia come luogo della rappresentazione tradizionale (teatrale, cinematografica, televisiva), sia con carattere più esteso (retail, museografia, exhibit, spazi urbani, …).
La scenografia realizzata per la tournée europea dell’Edipo Re di Guido Salvini che celebrava nel 1948 la riapertura del Teatro Olimpico di Vicenza, oggetto della mostra “L’Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore” in Basilica Palladiana (20/12/2025-22/02/2026), induce a una riflessione sul ruolo della scenografia nei suoi rapporti con l’architettura, con la comunicazione e con la conservazione. La riproduzione “in scala quasi 1:1” della Scaena Frons del teatro palladiano, emblema dell’architettura rinascimentale, ha rappresentato allora un momento di rinascita culturale italiana e di valorizzazione del patrimonio teatrale, reso icona mobile. Dopo 80 anni, il rapporto tra teatro e città è sistematicamente mutato, sia nella realizzazione di allestimenti effimeri, sia nei ragionamenti degli architetti per la costruzione e/o ri-costruzione degli spazi. Lo spazio costruito sul palcoscenico, anche a causa di una sempre più marcata specializzazione che ha portato in ambito accademico alla “separazione” del progetto tra le discipline dell’interior e exhibition design, dell’architettura e della scenografia vera e propria, ormai completamente appannaggio dell’Accademia di Belle Arti, ha progressivamente perso il suo statuto di architettura non permanente assumendo specificità eterologhe (dal progetto completamente digitale con effetto cinematografico all’uso di frammenti iconici del design per costruire lo spazio attraverso gli oggetti).
Invece l’Architettura è Scenografia e la Scenografia non può che essere Architettura.
Per questo ritornare alla scena per trovare un nuovo indirizzo nel metodo progettuale è tutt’altro che scontato e si profila come un modo per guardare avanti. Nonostante recentemente il valore drammatico dell’architettura venga ribadito con forza e l’uso della parola “scenografico” sia più comune di un tempo nella narrazione del progetto, se ne è perso il vero senso estetico e progettuale mantenendo solo il riflesso più superficiale legato allo stupore o al sensazionalismo.
Il nuovo numero di 4A Journal vuole riflettere su ciò che resta della scenografia, sulla possibilità di recuperarne gli aspetti utili a comunicare più chiaramente il progetto narrativo di uno spazio di mise-en-scène. La pubblicazione affronterà il tema secondo un triplice punto di vista: da un lato l’analisi critica delle esperienze progettuali innovative che riguardano lo spazio scenico più strettamente teatrale (o cinematografico); da un altro il potere creativo e narrativo dello spazio costruito nei rapporti architettura-scenografia al di fuori degli spazi performativi tradizionali, con una particolare attenzione alle pratiche di reversibilità e sostenibilità nel progetto dell’effimero; sarà investigata inoltre l’esigenza sempre più pressante della salvaguardia di un ricchissimo repertorio storico legato al temporaneo teatrale o espositivo, attraverso la possibilità di definire procedimenti e protocolli legati alla conservazione fisica e/o digitale.
Call for Papers
A partire da queste riflessioni, la call per il prossimo numero di 4A Journal si propone quindi di
raccogliere contributi sotto forma di:
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Riflessioni critiche sull’attualità del progetto della scenografia teatrale/cinematografica, attraverso la presentazione di esperienze esemplari;
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esperienze progettuali di mise-en-scène particolarmente significative dal punto di vista della narrazione architettonica e della costruzione dello spazio della rappresentazione nel progetto effimero;
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esperienze innovative di conservazione, archiviazione e presentazione del patrimonio dell’architettura effimera;
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riflessioni storiche e critico/teoriche che indaghino il rapporto tra lo spazio scenografico e l’architettura, inteso come momento di sperimentazione progettuale e interscambio disciplinare;
Tra le possibili (ma non esclusive) articolazioni tematiche:
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lo spazio progettato per le performance (teatrali, cinematografiche)
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la scenografia come dispositivo percettivo rappresentativo (esposizioni, giardini, prospettive urbane, …)
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narrazione e performatività dello spazio architettonico
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l'approccio scenografico al progetto di architettura (l'architettura è scenografia / la scenografia è architettura)
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l’architettura temporanea in relazione ai principi di reversibilità e sostenibilità
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la permanenza del progetto effimero: archivi, conservazione, trasmissione
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DEADLINE
invio abstract: 9 marzo 2026
invio full paper: 1 luglio 2026
pubblicazione: agosto 2026